lunedì 27 aprile 2009

Al via la "Rifondazione interista"


La sconfitta di domenica sera col Napoli ha riportato a galla tutti i difetti dell'Inter, che pur Mourinho sta portando allo scudetto. Una squadra lenta, in cui il solo Cambiasso corre a centrocampo, il cui unico reparto funzionante sembra la difesa, nonostante la pesante assenza di Maicon. Un dato su tutti è l'età elevata di alcuni degli uomini schierati ieri sera dal tecnico portoghese: Vieira (33 anni), Figo (36), Zanetti (36), Cordoba (33). Detto comunque della solidità difensiva interista, insieme ad Ibra il motivo dello successo di questo scudetto, il vero nodo della rifondazione interista sta nel centrocampo, una mediana rocciosa, solida, ma senza fantasia, senza un vero regista, un 10 alla Diego per intenderci. In attacco, se dovesse rimanere l'unico vero campione interista, il geniale (e stufo) Ibra, ci sarebbe bisogno di sostituire i partenti Crespo e Cruz e il già andato Adriano. Con Balotelli intoccabile, l'obiettivo sembra essere il Principe Milito, una prima punta mobile ed implacabile. A completare il reparto di attacco il prodotto del vivaio (torinista) Acquafresca, di ritorno dal Cagliari. Ma Moratti potrebbe allargare ulteriormente i cordoni della borsa per venire incontro alle esigenze del suo tecnico. Uno tra Tevez e Aguero potrebbe rendere esplosivo il reparto di attacco nerazzurro, potrebbe convincere Ibra a restare, potrebbe condurre a quella Champions che i tifosi nerazzurri (più in la con gli anni) ricordano ormai solo in bianco e nero. 

1 commento:

  1. Indubbiamente la gara di ieri ha fatto venire al pettine tanti nodi. Il problema maggiore però secondo me è quello caratteriale. La squadra nel secondo tempo è sembrata troppo svogliata.

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