C'era una volta il più forte e decisivo giocatore al mondo. Non segnava, non lo ha mai fatto, non lo farà mai. Ma le sue partite erano segnate da parate degne dei goal del miglior Messi. Era il Gigi Buffon del mondiale 2006. Incazzato, reattivo, orgoglioso, giocava con la bava alla bocca per dimostrare, come gli altri giocatori juventini, che la Juve era la squadra più forte con o senza chiamate moggiane. Questo giocatore durante la finale del mondiale fu il più decisivo di tutti. Non parò rigori, ma su Zidane fu monumentale. Oggi Buffon sembra attraversare il momento più buio della sua carriera. Nemmeno in B era così triste e scuro. Ora nessuno perdona niente a Buffon, tutti dicono che non è più il più forte portiere al mondo. Tutti sembrano implicitamente imputargli colpe che non ha, tutti sembrano avere contro Buffon un livore immotivato. Ora Gigi sembra voler andare via dalla Juve, vuole tornare a vincere. Probabilmente, sicuramente non sarà così, Gigi non abbandonerà la Vecchia Signora. Le sue sono le parole di un uomo ferito da un periodo scuro, parole di un calciatore che da leader vuole dare una sferzata all'ambiente in cui lavora e che ama. I tifosi juventini capiranno le parole, dirette ed indirette, di questi giorni di Buffon. Ama la Juve, vuole tornare a vincere con quella maglia, sicuramente ci riuscirà , anche grazie a questo periodo nero.
martedì 5 maggio 2009
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